sabato 25 Ottobre 2025
/ 17:00

Andrea Stacchietti: concerto d’organo

Montegranaro
FM
Chiesa di San Francesco
torre-colorata
CONCERTO NEI BORGHI

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andrea stacchietti
Programma

Il progetto propone un affascinante viaggio nella musica organistica europea tra Seicento e Settecento, attraversando scuole, stili e linguaggi che hanno segnato in modo decisivo la storia dello strumento.

Il percorso si apre con Girolamo Frescobaldi, figura centrale del primo Barocco italiano e punto di riferimento per generazioni di compositori. Dal Secondo libro di Toccate, Partite e altre composizioni del 1637 ascoltiamo tre brani emblematici: la Toccata Prima, esempio di libertà espressiva e invenzione retorica; la Canzona Quarta, costruita su un serrato dialogo contrappuntistico; e l’Aria detta Balletto, pagina di carattere più danzante e immediato, che mostra il lato più brillante della scrittura frescobaldiana.

A Frescobaldi segue Johann Jakob Froberger, suo allievo e grande viaggiatore musicale dell’Europa barocca. La Toccata FbWV 101 riflette questa sintesi di stili: l’improvvisazione italiana, la solidità tedesca e un gusto già sensibile all’eleganza francese convivono in una scrittura intensa e altamente espressiva.

Con Johann Pachelbel ci spostiamo nella Germania meridionale. Dall’Exachordum Apollinis viene proposta l’Aria Sesta “Sebaldina”, una raffinata variazione su basso ostinato, in cui chiarezza formale e cantabilità si fondono in un equilibrio di grande suggestione spirituale.

Il programma prosegue con Dietrich Buxtehude, uno dei massimi rappresentanti della scuola organistica nord-tedesca. Il Praeludium in sol minore BuxWV 163 alterna sezioni libere e virtuosistiche a episodi contrappuntistici di forte tensione drammatica, offrendo un esempio magistrale delle potenzialità timbriche e architettoniche dell’organo.

Il passaggio alla Francia è segnato dalle Pièces pour orgue di Louis Marchand, con il Fond d’orgue e il Dialogue: due brani che mettono in luce l’arte della registrazione e il gusto per il contrasto timbrico, elementi caratteristici della tradizione organistica francese del Grand Siècle.

Il concerto si conclude con Claude Balbastre, figura emblematica della Parigi tardo-settecentesca. Il Concerto in Re maggiore, articolato in Allegro – Gavotte – Allegro, unisce spirito galante, brillantezza virtuosistica e un linguaggio già proiettato verso il classicismo, chiudendo il programma in un clima di festosa energia.

Un itinerario che, attraverso epoche e nazioni, mette in luce la straordinaria ricchezza espressiva dell’organo e il suo ruolo centrale nella storia della musica europea.